Il mio talento, accolto e riconosciuto
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Per molto tempo ho pensato che frequentare l’università significasse rinunciare a qualcosa. Rinunciare ai propri passatempi, alle passioni coltivate fin dall’infanzia, al tempo libero. Pensavo che studiare volesse dire dedicarsi interamente agli esami e, allo stesso tempo, trovare un modo per sostenersi economicamente senza pesare sulla famiglia.
Studiare in un’altra regione, poi, in una grande città lontana da casa, mi sembrava sinonimo di sacrifici continui. Immaginavo un percorso faticoso, solitario, forse persino limitante: un’università vissuta dentro i confini stretti di un solo ambito di studio, senza spazio per tutto ciò che mi aveva sempre appassionata.
Poi, quasi per caso, l’entusiasmo di una professoressa del liceo mi ha aperto una porta su una realtà che non conoscevo. Ho scoperto che molte delle mie paure potevano trovare risposta in un luogo preciso: il Collegio di Merito.
Da quel momento ho iniziato a informarmi davvero sulle mie possibilità, andando oltre l’idea comune dell’esperienza universitaria. Per la prima volta ho visto concretamente che l’università poteva essere molto più di ciò che avevo immaginato: non solo studio ed esami, ma anche comunità, crescita personale, confronto, opportunità e apertura al mondo.
Ho capito che scegliere un corso di laurea non significa necessariamente chiudersi in un solo ambito. Ho scoperto che studiare non vuol dire abbandonare le proprie passioni, ma imparare a integrarle in un percorso più ampio. Soprattutto, ho acquisito una consapevolezza nuova: con ambizione, determinazione e collaborazione, anche gli obiettivi che sembrano più lontani possono diventare possibili. Persino studiare in una città a otto ore da casa, come Roma.
Con questo spirito ho iniziato a prepararmi per i concorsi dei Collegi di Merito. Ed è proprio quello stesso spirito che ho ritrovato quando sono entrata a Villa Nazareth, il Collegio di Merito di Roma che oggi considero casa.
Ricordo ancora i primi tre giorni dopo il trasferimento. Era un fine settimana intenso, pieno di incontri, eventi di benvenuto, spiegazioni, volti nuovi. Mi sentivo motivata, stimolata, parte di qualcosa che stava iniziando. Allo stesso tempo, però, non è stato tutto immediato. All’inizio faticavo a trovare tempo per i miei cari, per me stessa e per le mie passioni.
Il Collegio, però, mi ha aiutata anche in questo. Un corso di time management e, soprattutto, un periodo di adattamento alla nuova vita comunitaria mi hanno permesso di trovare gradualmente il mio equilibrio. Ho imparato a distinguere le priorità, a dare il meglio in ciò che faccio, a conciliare studio, formazione, relazioni e passioni. Così, a più di 500 chilometri dalle mie radici, ho costruito una seconda casa.
In un solo anno, Villa Nazareth mi ha segnata profondamente. L’ho portata con me anche in Messico, durante un’esperienza di mobilità internazionale, non fisicamente, ma attraverso i valori che mi aveva trasmesso. Proprio dall’altra parte del mondo ho capito quanto fosse prezioso ciò che stavo vivendo: una comunità capace di migliorarmi ogni giorno come persona e come studentessa.
Il cuore di questa esperienza è stato proprio la comunità. Vivere in Collegio mi ha insegnato il valore della condivisione, della diversità, dell’aiuto reciproco. Ha cambiato il mio modo di guardare alla vita e mi ha dato strumenti che ho potuto portare ovunque: nello studio, nel lavoro, nelle relazioni, nelle esperienze internazionali. Grazie a Villa Nazareth ho imparato ad affrontare il mondo con una grinta gentile e con il desiderio sincero di conoscere.
Oggi il Collegio di Merito è molto più di un luogo in cui vivere durante l’università. Per me è casa, identità, crescita. È il punto da cui sto costruendo il mio futuro.
Ripensando alle paure che avevo da diciannovenne, maturanda in un paese che vive ancora le conseguenze del divario tra Nord e Sud Italia, riconosco quanto questa esperienza sia stata decisiva. I Collegi di Merito mi hanno insegnato una lezione che forse, senza di loro, non avrei compreso davvero: la passione e l’impegno possono cambiare il corso delle cose.
Per questo, a tutti i giovani studenti che sognano obiettivi che sembrano troppo grandi, direi di non arrendersi prima ancora di provarci. In Italia può esserci un Collegio di Merito pronto a riconoscere il vostro talento, ad accoglierlo e ad aiutarvi a farlo crescere.
