Il Collegio mi ha salvato, e poi mi ha cambiato.

Federico Taiola, Collegio Lucchini di Brescia
15/4/2026

Dopo cinque anni di superiori, sentivo il bisogno di un cambiamento radicale.

Volevo allontanarmi da casa per cercare la mia indipendenza e vivere il mondo universitario a 360 gradi. Quando ho fatto
domanda al Collegio Lucchini, ero un ragazzino che non aveva idea di come funzionasse davvero l'università o, più in generale, la "vita da adulti". Sapevo di voler crescere, ma non mi aspettavo di trovare una vera miniera d’oro.


L’impatto è stato immediato. Ricordo ancora il primo giorno, durante la festa di accoglienza per le matricole: c’erano ragazzi più grandi che avevano organizzato tutto per noi. Non erano lì per obbligo, ma perché volevano conoscerci e farci sentire parte di qualcosa. Mi hanno trasmesso subito quel senso di famiglia che, col tempo, ho capito essere la colonna portante del Collegio.

Le prime settimane sono state un tornado: dovevo capire come muovermi, abituarmi alla nuova routine lontano da casa e orientarmi tra gli spazi del Collegio, per me ancora nuovi e inesplorati. Era un incastro continuo, ma ogni giorno era migliore del precedente.

Il momento di crisi vera è arrivato con Ingegneria. Se fossi stato in un appartamento da solo, probabilmente avrei mollato. È stato lì che il Collegio mi ha salvato. Ho avuto la fortuna di avere accanto persone che studiavano la mia stessa materia, ma soprattutto studenti del quarto o quinto anno che mi hanno fatto da mentori. Scendere a cena in sala e confrontarsi con loro, capire che le diƯicoltà di studio si superano parlando e comunicando, è stato determinante. Il Collegio mi ha salvato anche nei momenti di sconforto più intimi: ricordo bene situazioni difficili, come una relazione finita male o un esame importante andato male, in cui ho sentito l’intero Collegio stringersi attorno a me. Non mi hanno mai fatto sentire solo; al contrario, ho trovato quel supporto umano che mi ha dato la spinta necessaria per ripartire e non mollare.

Il valore più grande che il Collegio mi ha trasmesso è proprio questo: l'arricchimento che una comunità di persone ti dona a 360 gradi. Qui ogni momento è occasione di crescita, anche quando non te ne accorgi. Parli con persone che hanno percorsi diversi, ti confronti con professionisti, impari l'inglese chiacchierando in cucina con chi è qui in Erasmus. Ti accorgi che il mondo non è lineare come te lo immaginavi: le persone ragionano in modo diverso, aƯrontano i problemi in modi che non avevi considerato. Questa "elasticità mentale" è una competenza che nessun appartamento ti potrà mai dare. Sono riuscito a raggiungere obiettivi che non avrei nemmeno immaginato: ho consolidato il mio inglese mettendomi subito alla prova con dottorandi e ragazzi stranieri, ho ampliato il mio network di contatti e ho dato alla laurea il giusto peso, grazie anche alla comodità di avere la camera a pochi minuti di distanza dalle aule, risparmiando tempo prezioso che prima avrei buttato in ore di viaggio.

Ho imparato che la vita non è tutta "quadrata" come pensavo, ma richiede elasticità e, soprattutto, capacità di comunicare. Se dovessi dare un consiglio a uno studente che sta pensando di fare domanda, gli direi: sii ambizioso. L'ambizione è ciò che ti porta a capire il vero valore del Collegio. È chiaro, essere qui richiede impegno, partecipazione agli eventi formativi e un certo rendimento, ma se hai voglia di creare qualcosa di grande, di incontrare persone di spessore e di inseguire i tuoi sogni, questo è il posto giusto.

È un vulcano di opportunità e di valori che ti vengono dati senza che tu debba fare altro che viverli. Non sprecare questo diamante, perché è un'occasione unica nella vita. Se senti di essere una persona che vuole spaccare il mondo e ha voglia di creare qualcosa di suo, non guardare altrove: il Collegio è il posto dove puoi costruire le basi per farlo.