Il valore più grande? Le persone

Quando nel 2009 ho lasciato Palermo per trasferirmi a Milano e iniziare il mio percorso universitario in Informatica, sapevo che stavo facendo una scelta importante. A Milano avevo soltanto due zii: per tutto il resto avrei dovuto costruire una nuova quotidianità, nuove amicizie e nuovi punti di riferimento. È proprio per questo che ho scelto il Camplus Milano Città Studi.
Non cercavo semplicemente un posto dove vivere. Cercavo un ambiente in cui potermi confrontare ogni giorno con persone diverse da me. Mi affascinava l'idea di quella che definisco ancora oggi una "contaminazione positiva": vivere accanto a studenti provenienti da tutta Italia, con storie, culture e percorsi universitari differenti. Pensavo che condividere gli spazi con futuri medici, ingegneri, giuristi, economisti e professionisti di tanti altri ambiti mi avrebbe arricchito molto più di una normale convivenza in appartamento. Guardando indietro, credo che sia stata proprio questa la caratteristica che ha reso il Collegio un'esperienza così speciale.
Naturalmente c'erano anche altri aspetti che mi avevano convinto. Sapere di poter contare su tutor e su un supporto costante durante il percorso universitario mi trasmetteva tranquillità, soprattutto in un momento di grande cambiamento come il trasferimento in una nuova città. Allo stesso tempo mi incuriosivano le tante iniziative organizzate dal Collegio: incontri con professionisti, eventi culturali e occasioni di networking che rappresentavano un'opportunità concreta per ampliare i miei orizzonti.
Con il tempo ho capito che il vero valore del Collegio non risiedeva soltanto nei servizi offerti, ma soprattutto nelle persone e nelle occasioni di confronto che riusciva a creare. Quella contaminazione che immaginavo all'inizio è diventata realtà. Ogni conversazione mi permetteva di osservare un problema da una prospettiva diversa, di scoprire interessi che non avevo mai coltivato e di confrontarmi con modi di pensare lontani dal mio. È un approccio che porto ancora oggi nel mio lavoro: affrontare le sfide cercando punti di vista differenti prima di arrivare a una soluzione.
Tra i tanti ricordi ce n'è uno che ha avuto un impatto particolare sulla mia vita. Il Collegio organizzava periodicamente cene di networking con aziende e professionisti. Durante una di queste serate ho conosciuto quella che, poco tempo dopo, sarebbe diventata l'azienda in cui avrei iniziato a lavorare. Da quell'incontro nacque un colloquio e, successivamente, un'opportunità professionale che continua ancora oggi. A distanza di oltre undici anni lavoro infatti nella stessa multinazionale francese come Cloud Engineer. Ogni tanto ripenso a quella cena e mi colpisce pensare come un'occasione nata quasi per caso abbia influenzato in modo così significativo il mio percorso.
Il Collegio mi ha lasciato anche competenze che continuo a utilizzare nella vita professionale. Ho imparato a organizzare meglio il mio tempo, conciliando studio, attività ed eventi. Ho sviluppato una curiosità autentica verso discipline lontane dalla mia, comprendendo quanto il confronto con competenze diverse possa arricchire anche chi lavora in un ambito tecnico. E ho scoperto il valore del networking, non come semplice scambio di contatti, ma come capacità di costruire relazioni sincere da cui possono nascere idee, collaborazioni e opportunità.
Tra tutte le relazioni costruite in quegli anni ce n'è una che continua ancora oggi. In Collegio ho conosciuto Enrico, che è diventato uno dei miei amici più cari. Dopo la laurea abbiamo anche condiviso un appartamento per un anno e siamo ancora in contatto. È uno degli esempi più belli di come alcune amicizie nate durante gli anni universitari possano trasformarsi in legami destinati a durare nel tempo.
Se oggi dovessi riassumere la mia esperienza in tre parole sceglierei contaminazione, opportunità e crescita. Contaminazione, perché il confronto quotidiano con persone diverse è stato il vero motore della mia formazione. Opportunità, perché il Collegio mi ha permesso di vivere esperienze che hanno avuto un impatto concreto sul mio futuro personale e professionale. Crescita, perché mi ha aiutato a diventare una persona più aperta, più organizzata e più consapevole.
A uno studente che oggi sta valutando se fare domanda direi di non scegliere il Collegio soltanto per i servizi o per la comodità. Il suo valore più grande sono le persone che si incontrano lungo il percorso. Alcune entreranno nella tua vita per pochi mesi, altre ci rimarranno per molti anni. E, a volte, una semplice conversazione, un evento o una cena possono cambiare il corso delle cose molto più di quanto si possa immaginare.
A distanza di anni rifarei questa scelta senza alcun dubbio. Pensavo di scegliere un luogo in cui vivere durante l'università; in realtà stavo scegliendo una comunità che avrebbe continuato a influenzare il mio percorso ben oltre la laurea.
