La scelta che rifarei

Lisa Dispoto, Camplus
17/7/2026

Quando penso al Collegio, la prima cosa che mi viene in mente è che è stato molto più di un luogo in cui vivere durante l'università. È stato uno spazio di crescita, di scoperta e di relazioni che, ancora oggi, continuano ad avere un impatto sulla mia vita.

La cosa curiosa è che, prima di entrarci, ero spaventata. L'idea di vivere con così tante persone, condividere una stanza doppia e rinunciare ai miei spazi mi sembrava davvero difficile. Avevo paura che non facesse per me. Allo stesso tempo, però, c'era qualcosa che mi attirava tantissimo: l'idea di vivere quell'esperienza da "college" che avevo sempre visto nei film e che sognavo fin da ragazzina. In più, il Collegio offriva tantissime attività, corsi, workshop, viaggi, eventi e occasioni di confronto che mi hanno incuriosita fin da subito. Ho deciso di buttarmi, e oggi posso dire che è stata una delle scelte migliori della mia vita.

I ricordi che porto con me sono tantissimi, ma ce ne sono alcuni che custodisco con particolare affetto. Ho vissuto il Collegio durante il periodo del Covid e del post-Covid: anni complicati per tutti, in cui tanti studenti hanno sperimentato la solitudine. Noi, invece, pur rispettando tutte le regole, con le mascherine e le dovute attenzioni, abbiamo avuto la fortuna di non sentirci mai davvero soli. Quelle serate insieme sono diventate momenti indelebili. Ricordo le cene condivise, le chiacchierate infinite, Sanremo visto tutti insieme, le partite degli Europei e l'emozione incredibile della vittoria dell'Italia, quando siamo usciti tutti per strada a festeggiare. Più che un collegio, era una famiglia.

Il Collegio ha avuto un ruolo fondamentale anche nella mia crescita personale e professionale. È proprio lì che ho scoperto il mondo delle risorse umane e del recruiting, il settore in cui oggi lavoro con grande passione. Ho partecipato a workshop che mi hanno aiutata a migliorare il mio inglese, a costruire un CV efficace, a scrivere una cover letter, ad avvicinarmi al mondo dell'imprenditorialità e, soprattutto, a conoscermi meglio. Ricordo ancora un Assessment Center che mi ha permesso di individuare punti di forza e aree di miglioramento del mio profilo, e un laboratorio di psicologia che mi ha insegnato quanto i nostri pensieri possano influenzare le nostre prestazioni e il nostro modo di affrontare le sfide. Sono strumenti che continuo a portare con me ancora oggi.

Ma, se dovessi dire qual è il regalo più grande che il Collegio mi ha lasciato, risponderei senza dubbio: le persone. Ho costruito amicizie meravigliose, alcune delle più importanti della mia vita. È vero, non tutti i rapporti sono durati nel tempo, come succede spesso nella vita, ma sono rimasti nel mio cuore come legami profondissimi. Una delle persone più importanti per me l'ho conosciuta proprio al Collegio: ancora oggi organizziamo viaggi insieme, condividiamo momenti importanti e rappresenta una presenza fondamentale nella mia vita. È difficile spiegare a parole quanto possano essere forti i legami che nascono vivendo insieme un'esperienza così intensa.

Se dovessi riassumere il Collegio in tre parole sceglierei legame, supporto e indelebile. Perché è esattamente questo che è stato per me.

A chi oggi sta pensando di fare domanda direi semplicemente di provarci. È un'esperienza che consiglio con tutto il cuore. C'è una frase che tra noi studenti circolava spesso e che continuo a sentire vera: in Collegio si piange due volte, quando si arriva e quando si va via. La prima per la paura di ciò che ci aspetta, la seconda perché lasciarlo è davvero difficile.

Se potessi tornare indietro, rifarei questa scelta altre cento volte. Una parte importante della persona che sono oggi la devo al Collegio: mi ha dato una visione più ampia del mondo, mi ha trasmesso curiosità, passione, voglia di mettermi in gioco e mi ha permesso di costruire un network di persone e opportunità che continua ancora oggi ad accompagnarmi.