Un'esperienza da vivere fino in fondo

Giaele Ronchi, Collegio Lucchini di Brescia
15/6/2026

Quando ho deciso di fare domanda per il Collegio, cercavo qualcosa che andasse oltre un semplice alloggio per l’università. Oggi sono al IV anno di Medicina e Chirurgia, e all’epoca, poco prima di cominciare, sapevo che mi aspettava un percorso lungo e impegnativo. Sentivo la necessità di trovare un ambiente che mi aiutasse a crescere non solo dal punto di vista accademico, ma anche dal punto di vista personale.

Non immaginavo come questo avrebbe inciso davvero sul mio modo di studiare, di organizzarmi e di relazionarmi con gli altri.
Sono entrata in collegio all’inizio della mia carriera universitaria, nel 2021, e l’ingresso è stato un momento intenso: nuovi ritmi, nuove persone, nuove abitudini. Ricordo bene la sensazione di dover trovare rapidamente un equilibrio tra le lezioni in università, lo studio e la vita comunitaria.

All’inizio non è stato semplice, ma proprio questo passaggio mi ha costretto a mettermi in gioco fin da subito.
Quello che davvero ha fatto – e tutt’oggi fa- la differenza è stato il contesto del Collegio: confrontarsi con altri studenti, condividere dubbi e strategie, ma anche semplicemente sapere di non essere soli. Spesso una chiacchierata in corridoio o una serata passata a studiare insieme hanno reso più leggere anche le giornate più pesanti. Col tempo ho capito che la vita in Collegio non è solo compatibile con lo studio, ma può diventare una risorsa fondamentale. Ho imparato a organizzare meglio le mie giornate, a darmi degli obiettivi realistici e a rispettarli; allo stesso tempo, ho avuto l’opportunità di partecipare ad attività, incontri e momenti di formazione che hanno arricchito il mio percorso in modo trasversale, aiutandomi a sviluppare competenze che vanno oltre i libri: capacità di lavorare in gruppo, di comunicare, di gestire il tempo e le responsabilità.

Ho avuto modo di fare diverse esperienze non solo con i miei compagni del collegio Lucchini di Brescia, ma anche con studenti di tutti i collegi d’Italia, che ho rappresentato nel 2023 a Montecitorio, e con studenti dei collegi europei appartenenti a Euca, in diverse occasioni.
Un risultato concreto che riconosco anche grazie al Collegio è proprio l’aver costruito un metodo di studio solido e la resilienza, soprattutto nei momenti più difficili. In un percorso come quello di medicina non sempre è necessario studiare tanto, il più delle volte è più utile farlo bene e con continuità. In questo senso, il confronto con altri studenti e l’ambiente strutturato mi hanno aiutato a trovare un equilibrio che da sola avrei probabilmente impiegato molto più tempo a raggiungere.

Se dovessi individuare un valore che il Collegio mi ha trasmesso, direi la responsabilità, intesa in senso ampio, grazie all’esperienza di rappresentanza fatta i primi due anni; un senso di responsabilità verso se stessi in primo luogo, ma anche verso il proprio percorso e anche verso gli altri. Vivere in una comunità significa imparare a rispettare spazi, tempi e persone, ma anche contribuire attivamente alla qualità dell’ambiente in cui si vive.
A uno studente che sta pensando di fare domanda per l’ammissione in un collegio direi di non considerare il Collegio solo come un “posto dove stare”, ma come un’esperienza da vivere fino in fondo. Richiede impegno e capacità di mettersi in gioco, ma restituisce molto di più: relazioni, crescita personale, consapevolezza. Non è sempre facile, ma è proprio nelle difficoltà che si trovano le occasioni più importanti di crescita.

Guardando indietro, alla me di cinque anni fa, posso dire che scegliere il Collegio è stata una delle decisioni più significative del mio percorso universitario. Non ha reso il cammino più semplice, ma sicuramente più ricco di opportunità e più consapevole.